Circo Massimo

Il Circo Massimo (Circus Maximus, in latino) è considerato la struttura per spettacoli più grande del mondo antico (600 metri di lunghezza per 140 metri di larghezza).

Le prime installazioni in legno per adibirlo a luogo per le corse dei carri risalirebbero all'epoca del primo re etrusco di Roma, Tarquinio Prisco, nella prima metà del VI secolo a.C..

Giulio Cesare, a partire dal 46 a.C., realizzò un vero e proprio circo in muratura. Qui i romani si recavano per assistere o partecipare ai giochi: si svolgevano manifestazioni, esecuzioni, lotte tra gladiatori ma soprattutto corse con i carri, durante le quali gli schiavi o i prigionieri giravano intorno all'arena, lottando così per la propria libertà. Il vincitore della gara sarebbe stato liberato.

Il Circo Massimo è stato teatro di uno degli avvenimenti leggendari più famosi di tutta la storia romana: il ratto delle Sabine, il rapimento da parte di Romolo e dei Romani delle donne delle tribù sabine, che portò poi alla fusione tra i due popoli.

Devastato più volte dal fuoco, il Circo Massimo fu ricostruito quasi integralmente sotto l'imperatore Traiano. Sulla sua "spina" centrale fu in seguito eretto un gigantesco obelisco egizio, portato a Roma da Costanzo II nel 357 d.C. e oggi situato in piazza San Giovanni in Laterano. All'epoca traianea risalgono le strutture tuttora visibili nell'emiciclo orientale del Circo. La torre presente in quest'area è invece di origine medievale e apparteneva alla potente famiglia Frangipane. Nota anche come Torre del Molino o della Moletta, si ergeva a difesa di un mulino che sfruttava un corso d'acqua ormai scomparso che vi transitava, denominato la Marrana.